Antie­pi­let­tici in gravi­danza

Oggi, in generale, l’epilessia non è più un motivo per rinun­ciare alla mater­nità. Nella maggior parte delle donne affette da epilessia durante l’intera gravi­danza non si riscon­trano problemi.

Indica­zioni impor­tanti: è neces­sario consul­tare tempe­sti­va­mente il neuro­logo, se possi­bile due anni prima di piani­fi­care una gravi­danza. Ciò vale in parti­co­lare per le ragazze o le giovani donne che assumono il valproato (nomi commer­ciali Depakine o Orfiril) – vedere le infor­ma­zioni ripor­tate sotto su questa pagina.

Poiché i contrac­cet­tivi possono avere intera­zioni con gli antie­pi­let­tici, si dovrebbe consul­tare il neuro­logo anche in questo caso. Maggiori infor­ma­zioni nelle FAQ

Opuscolo infor­ma­tivo “Mater­nità ed epilessia”

In italiano (2019)

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Tranne in casi molto rari, le epilessie non sono malattie eredi­tarie. Tuttavia, per i figli di genitori epilet­tici, il rischio di essere loro stessi affetti da epilessia è elevato. Questo fenomeno interessa il 5% dei casi, mentre il rischio con genitori sani va dallo 0,5 all’1%. Se entrambi i genitori sono affetti da epilessia, il rischio sale fino al 20%.

Se l’epilessia è frequente in seno alla famiglia o se si sospetta una forma eredi­taria, un test genetico potrebbe essere oppor­tuno.

Spesso la paura di defor­ma­zioni e malfor­ma­zioni è maggiore del rischio reale: nel complesso, solo due o tre bambini su 100, nati da genitori affetti da epilessia, presen­tano defor­ma­zioni più spiccate.

È stato dimostrato tuttavia l’effetto rischioso di alcuni farmaci (vedere le infor­ma­zioni sul valproato ripor­tate sotto su questa pagina).

È stato dimostrato che il rischio di malfor­ma­zioni aumenta con la dose e il numero dei medica­menti assunti. Le donne affette da epilessia, che hanno il desiderio di mater­nità, dovreb­bero pertanto chiarire tempe­sti­va­mente con il loro medico curante, se la terapia farma­co­lo­gica dev’essere adeguata. Bisogna inoltre consi­de­rare che la conoscenza sui rischi della maggior parte degli antie­pi­let­tici nuovi è ancora limitata.

Spesso la paura di defor­ma­zioni e malfor­ma­zioni è maggiore del rischio reale: nel complesso, solo due o tre bambini su 100, nati da genitori affetti da epilessia, presen­tano defor­ma­zioni più spiccate.

È stato dimostrato tuttavia l’effetto rischioso di alcuni farmaci (vedere le infor­ma­zioni sul valproato ripor­tate sotto su questa pagina).

È stato dimostrato che il rischio di malfor­ma­zioni aumenta con la dose e il numero dei medica­menti assunti. Le donne affette da epilessia, che hanno il desiderio di mater­nità, dovreb­bero pertanto chiarire tempe­sti­va­mente con il loro medico curante, se la terapia farma­co­lo­gica dev’essere adeguata. Bisogna inoltre consi­de­rare che la conoscenza sui rischi della maggior parte degli antie­pi­let­tici nuovi è ancora limitata.

L’assunzione di valproato durante la gravi­danza causa malfor­ma­zioni in circa il 10% dei bambini (ad es. la cosid­detta spina bifida o “schiena aperta”). Inoltre, può compor­tare disturbi dello sviluppo (limita­zioni intel­let­tuali, autismo) in una percen­tuale di casi fino al 30–40%.

Il medica­mento conte­nente il principio attivo acido valproico o valproato è dispo­ni­bile in Svizzera sotto i nomi di Depakine, Depakine Chrono, Orfiril, Convulex, Valproat Chrono Desitin comprimé retard, Valproat Sandoz comprimé retard e Valproate Chrono Zentiva.

Chi prende già il valproato e desidera program­mare una gravi­danza o è in gravi­danza non deve in alcun caso inter­rom­perne l’assunzione di propria inizia­tiva perché, per il feto e la madre, un attacco epilet­tico accom­pa­gnato da una caduta potrebbe essere più perico­loso degli effetti colla­te­rali del medica­mento. Le pazienti interes­sate devono consul­tare urgen­te­mente il proprio neuro­logo curante.

I rischi aumen­tano con la dose, ma sono più elevati rispetto ad altri antie­pi­let­tici anche in presenza di una dose bassa. Sono altret­tanto più elevati quando il valproato è associato ad altri antie­pi­let­tici rispetto a quelli di una monote­rapia.

Una terapia combi­nata con una dose bassa di valproato (se possi­bile inferiore a 600 mg) è nonostante ciò, prefe­ri­bile a una dose più elevata di valproato; la combi­na­zione di valproato‐lamotrigina va però evitata.

Racco­man­da­zioni per le ragazze e le donne

Il nostro consi­glio ai medici e alle persone interes­sate: la soluzione migliore è evitare che ragazze e donne in età fertile inizino o prose­guano un tratta­mento con valproato. Soltanto nel caso in cui tutte le alter­na­tive risul­tino ineffi­caci, è possi­bile consi­de­rare l’assunzione di valproato. Le persone interes­sate devono essere infor­mate esausti­va­mente, in confor­mità alla documen­ta­zione Swiss­medic, sui rischi dell’assunzione di valproato durante la gravi­danza e sui motivi per un tratta­mento nonostante questi rischi, e il loro consenso deve essere documen­tato per iscritto.

Se possi­bile, queste donne dovreb­bero usare un’adeguata contrac­ce­zione. Se si desidera avere figli, si dovrebbe sempre puntare all’uso della più bassa dose possi­bile e contem­po­ra­nea­mente assumere acido folico alla dose di 4–5 mg al giorno per diminuire il rischio di malfor­ma­zioni conge­nite.

In generale, racco­man­diamo alle donne affette da epilessia con desiderio di avere figli di consul­tare antici­pa­ta­mente il proprio neuro­logo curante, per sapere se sia neces­sario un adegua­mento della terapia farma­co­lo­gica.

Un divieto non ha senso

Malgrado questi rischi, il valproato è un medica­mento oppor­tuno poiché, per un intero gruppo di deter­mi­nate forme di epilessia (le cosid­dette sindromi di epilessia genera­liz­zate primarie), la sua efficacia è consi­de­re­vol­mente superiore a quella di tutti gli altri antie­pi­let­tici. Ciò è ancora più impor­tante quando le cosid­dette crisi da risve­glio, senza alcun segno premo­ni­tore, compor­tano una perdita di coscienza immediata con caduta e degli spasmi e convul­sioni pronun­ciati, con un elevato rischio di lesioni o addirit­tura di decesso. Esistono inoltre evidenze che le crisi convul­sive prolun­gate durante la gravi­danza possono nuocere al feto. Il valproato viene utiliz­zato anche in psichia­tria e previene gli attacchi di emicrania.

Il valproato è l’opzione più idonea nel tratta­mento di numerose epilessie infan­tili. Se il medica­mento antie­pi­let­tico non può essere inter­rotto prima che le adole­scenti raggiun­gano l’età fertile, si dovrebbe riflet­tere con atten­zione sul passaggio a un altro antie­pi­let­tico.

Per gli uomini, l’utilizzo del valproato può essere prose­guito in larga misura senza rischi. Esistono tuttavia numerose intera­zioni con altri medica­menti, può avere effetti nocivi su diversi organi e può risul­tare persino mortale per deter­mi­nate persone affette da un disturbo raro.

Da dicembre 2018, il medico curante e la paziente interes­sata devono confer­mare ogni anno tramite un modulo che l’informazione sui rischi ha avuto luogo. Il modulo è dispo­ni­bile sul sito web di Swiss­medic.

Infor­ma­zioni di Swiss­medic su questo tema, sia per gli specia­listi che per le pazienti

 

Autori: Günter Krämer, Stephan Rüegg; ultimo aggior­na­mento: aprile 2019