Il passaggio dall’originale al generico può compor­tare il rischio di nuove crisi «anche se il principio attivo rimane lo stesso».

(Zurigo/Basilea) — Un passaggio dai farmaci origi­nali ai generici può aiutare a ridurre i costi sanitari, ma atten­zione, avverte la Lega svizzera contro l’epilessia: le persone colpite da questa malattia rischiano nuove crisi ad ogni cambia­mento di medici­nale, anche se il principio attivo rimane lo stesso. In una nota diramata oggi, la Lega cita in propo­sito un recente studio che — dice — sarà ricom­pen­sato con il Premio Alfred Haupt­mann 2019.

L’epilessia — rammenta la Lega — è la malattia neuro­lo­gica cronica più diffusa, che colpisce in Svizzera tra le 70’000 e le 80’000 persone. Di queste, i due terzi circa non hanno crisi grazie ai medici­nali.

«Ma questo può cambiare molto veloce­mente»: per esempio in caso di prescri­zione di un nuovo farmaco. Poco importa — scrive — che la sosti­tu­zione si faccia dal medici­nale origi­nale al generico, in senso inverso o tra due generici. Secondo lo studio tedesco citato, fatto su 3500 pazienti, ogni cambia­mento aumenta il rischio relativo di nuova crisi di oltre il 30%, anche quando la formula è la stessa di prima.

«Questo conferma quanto già dicevamo», commenta, citato nella nota, il professor Stephan Rüegg, presi­dente della Lega contro l’epilessia, che aveva già pubbli­cato una dichia­ra­zione sulla questione nel 2012. E prosegue: «Non siamo contro i generici; quando si prescrive un medica­mento per la prima volta, è logico scegliere l’offerta appro­priata meno cara. Ma una volta che il tratta­mento è ben rodato, cioè quando è ben tolle­rato e il paziente non ha più crisi, non si deve mai cambiare una squadra vincente».

Rüegg lancia dunque un appello «a politici della sanità, neuro­logi e farma­cisti affinché si evitino cambia­menti inutili di medici­nali nel tratta­mento dell’epilessia».

Le crisi epilet­tiche — ricorda la Lega — possono avere conse­guenze rilevanti sulla vita quoti­diana, come ferite, perdita della patente di guida o diffi­coltà nella vita profes­sio­nale.

Il Premio Alfred Haupt­mann è una onori­fi­cenza biennale dell’area tedesco­fona istituita congiun­ta­mente delle società tedesca e austriaca di epilet­to­logia e dalla Lega svizzera contro l’epilessia. Il prossimo 9 maggio sarà conse­gnato ai tre autori dello studio in questione, i profes­sori Johannes Lang (Erlangen/Baviera), Karel Kostev (Franco­forte) e Hajo M. Hamer (Erlangen). Dotato di 10’000 euro (circa 11’360 franchi al cambio attuale), porta il nome del neuro­logo tedesco Alfred Haupt­mann, scopri­tore nel 1912 dell’effetto anticon­vul­sivo del fenobar­bital. Di famiglia ebraica, nel 1933 era fuggito dalla Germania ed è morto nel 1948 a Boston.

(20 Minuti/Tio, 27.02.2019, ATS/SR)

Comuni­cato stampa completo in francese

Johannes D. Lang, Karel Kostev, Hajo M. Hamer et al. Switching the manufac­turer of antie­pi­leptic drugs is associated with higher risk of seizures: A natio­n­wide study of prescrip­tion data in Germany. Ann Neurol 2018;84:918–925. https://doi.org/10.1002/ana.25353

Presa di posizione della Lega contro l’Epilessia sui generici (2012)